24 Agosto, 2019

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CHI CORRE A PADOVA VINCE

CHI CORRE A PADOVA VINCE

Sono 24 gli atleti saliti sul podio dei campionati europei di atletica di Barcellona che negli anni scorsi si sono esibiti nella città del  Santo. Da Vizzoni, Schwazer e La Mantia ai velocisti azzurri, dai triplisti Saladuha e Oprea ai Mikhnevich, coppia d’oro del peso: quando l’Euganeo porta fortuna. E venerdì 3 settembre c’è la XXIV edizione del Meeting.  A loro, Padova ha portato bene. Molto bene. Sono i 24 atleti che hanno gareggiato nel Meeting internazionale della città del Santo, saliti sul podio ai campionati europei di atletica appena conclusi a Barcellona. In attesa della XXIV edizione della manifestazione (in cartellone venerdì 3 settembre allo stadio Euganeo, dalle 19.30), è interessante andare a scoprire quanti dei medagliati della rassegna

 spagnola hanno calcato pista e pedane dell’impianto di via Nereo Rocco negli ultimi anni. Tra i 24 eletti, in cinque hanno infilato al collo la medaglia d’oro. E’ il caso della triplista Olha Saladuha, prima sulla sabbia di Barcellona davanti all’azzurra Simona La Mantia. Tutte e due hanno gareggiato a Padova: l’ucraina nel 2008, l’azzurra in due occasioni, nel 2004 e ai campionati assoluti del 2007. In entrambe le prove chiuse alle spalle della stella di casa, la primatista italiana della specialità Magdelìn Martinez, portacolori di Assindustria Sport. Sempre in campo femminile, va citato il nome di una connazionale di Saladuha: è la velocista Nataliya Pohrebnyak, sul gradino più alto con la staffetta del suo paese e di scena in Veneto nel 2009, quando fu settima nei 100 metri. Tre le medaglie d’oro maschili. Nel martello, per la verità, due terzi del podio hanno qualcosa di padovano, visto che il primo posto è andato allo slovacco Libor Charfreitag (di scena nel prologo del Meeting, al Colbachini, nel 2006), mentre il secondo è toccato all’italiano Nicola Vizzoni, che a Padova ha gareggiato tre volte: la prima addirittura nel 1999 (quando scagliò l’attrezzo a 79.59 metri), la seconda nel 2006 (nell’occasione chiuse davanti a Charfreitag, con 74.95 metri, contro un «modesto» 68.88) e la terza ai campionati nazionali del 2007. Sul gradino più alto anche un’altra vecchia conoscenza del Meeting: il pesista bielorusso Andrei Mikhnevich, già campione del mondo nel 2003, di scena a queste latitudini nel 2006 e nel 2008. Ed è curioso segnalare che tutte e due le volte fu accompagnato dalla moglie Natallia, a sua volta argento a Barcellona (dopo l’oro degli Europei di Goteborg e l’argento di Pechino 2008) e a Padova, in quel caso da sola, pure nel 2009. C’è poi da citare l’ostacolista inglese David Greene, campione europeo pochi giorni fa nel giro di pista con le barriere, con l’ucraino Stanislav Melnykov sulla terza piazza: tutti e due sono stati a Padova, rispettivamente l’anno scorso e due anni fa.La pattuglia azzurra è ovviamente molto nutrita. Oltre ai nomi già fatti, vanno citati i quattro sprinter della staffetta veloce azzurra: Roberto Donati, Simone Collio, Emanuele Di Gregorio e Maurizio Checcucci, in Spagna all’argento, davanti alla Germania di Marius Broening, altra conoscenza padovana. Ma vanno ricordati anche Alex Schwazer, argento nella 20 chilometri di marcia e protagonista dei Tricolori del 2007 nei 10 mila metri su pista (sempre nel tacco-punta) e Daniele Meucci, bronzo nei 10 mila e, nel 2007, capace di bissare 5.000 e 10 mila, conquistando un doppio titolo italiano. E ancora, focalizzandosi sulle medaglie d’argento, ci sono il triplista romeno Marian Oprea, secondo anche ai Giochi Olimpici di Atene e primo nel Meeting del 2006; l’astista ucraino Maksym Mazuryk, pure lui a Padova nel 2006, l’inglese Martyn Rooney che al secondo posto della 4×400 assomma il terzo nel giro di pista individuale; la martellista russa Tatyana Lysenko, già campionessa continentale a Goteborg 2006 e prima la scorsa stagione, e la discobola rumena Nicoleta Grasu, protagonista al Colbachini nel 2007.Infine, ci sono le medaglie di bronzo. Quella dell’ungherese Daniel Kiss nei 110 a ostacoli; quella del mezzofondista spagnolo Manuel Olmedo, nei 1.500 (ma nel 2008 si impose negli 800), e quella della quattrocentista britannica Lee McConnell, bronzo con la staffetta e prima a Padova nell’edizione del 2004.Una cosa è chiara. La grande atletica internazionale, qui, è di casa. E lo sarà anche venerdì 3 settembre. Gli Europei continuano all’Euganeo.

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