19 settembre, 2018

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La Mantia è argento!

La Mantia è argento!

Arriva ancora dalla Sicilia  la quinta medaglia italiana dei Campionati Europei di Barcellona. Se la mette al collo una sorprendente Simona La Mantia, argento con 14,56 al primo salto nel triplo. Nell’asta ci va vicino Giuseppe Gibilisco, quarto a quota 5,75 con un assalto mancato di poco a 5,85. Nei 5000 sesto, dopo il bronzo vinto nei 10000, Daniele Meucci, mentre Stefano La Rosa si è piazzato al decimo posto.  

Triplo donne – E’ un sogno che diventa realtà, nella giornata delle donne e della Sicilia. Simona La Mantia mette fine ad un calvario durato troppe stagioni e si mette al collo la quinta medaglia italiana degli Europei, chiudendo al secondo posto, con 14,56, la finale del triplo. Il suo podio fa il paio con quello della mattinata colto dalla Incerti in maratona (bronzo), e rimette in rotta la squadra femminile, fino ad oggi schiacciata dai colleghi

 maschi. L’avvio dell’italiana è straordinario. La palermitana piazza subito un clamoroso 14,56 (-0.1), personale stagionale, e va in testa alla gara. Le altre balbettano, tranne l’ucraina Saladuha, che sfrutta alla perfezione il vento oltre il limite alle spalle (+2.5), atterra a 14,62. Nel terzo turno la Saladuha si migliora a 14,80, mentre l’azzurra (che fa nullo, e poi 13,97) trema sotto l’attacco della belga Bolshakova, anche lei sospinta dal vento (+2.0) capace di 14,55. La qualificazione si chiude con la La Mantia ancora d’argento. Il quarto turno non vede modificazioni nella classifica (ma la russa Alekhina, quarta, cresce a 14,45, sfruttando 3 metri di vento a favore), e la siciliana piazza ancora un salto discreto, a 14,21. Il sogno comincia a materializzarsi alla fine del quinto giro. Saladuha cresce di un centimetro, 14,81, La Mantia fa nullo, ma nessuna riesce a migliorarsi, e l’argento è ancora al collo dell’azzurra. La serie finale non porta ancora nessuna novità, e quando la certezza della medaglia diventa tale, Simona si scioglie in un sorriso, mentre la gioia esplode di fronte alla tribuna solo dopo l’ultimo tentativo, ancora nullo, ma ormai del tutto platonico. Per la siciliana, maglia Fiamme Gialle (ma di scuola Cus Palermo), allenata da Michele Basile, campionessa europea Under 23 a Erfurt 2005, e straordinaria promessa del nostro movimento giovanile solo qualche anno fa, è un ritorno dirompente, fragoroso, che riporta sulla scena un’atleta che a 27 anni ha già vissuto almeno un paio di vite in atletica.

Asta uomini – Il rammarico di Giuseppe Gibilisco è grande. La sua delusione quella del campione, dell’uomo che sa di valere e non si arrende. L’azzurro è quarto nella finale dell’asta, dopo un pomeriggio di straordinaria intensità, coronato da un salto a 5,75 e compromesso (nella lotta per le medaglie) da tre errori a 5,85. La gara diventa subito una partita a poker. Giuseppe Gibilisco salta i 5,60 alla prima, e va in testa con il francese Mesnil e il polacco Czerwinski. Passa la misura successiva, i 5,65, e quando l’ucraino Mazuryk, che lo precede nel turno di salti, l’azzecca al primo tentativo, decide di passare anche i 5,70. Una mossa ardita, da giocatore di poker, che potrebbe aprire scenari da medaglia, o spalancare il baratro sotto l’azzurro. In tre superano i 5,70, e Gibilisco scivola indietro in classifica, fino al sesto posto. Si sale a 5,75. Czerwinski fa un mezzo miracolo, perché dopo due errori a 5,70, spende sulla quota superiore l’ultimo salto a disposizione, riuscendo a superare l’asticella, e piazzandosi al comando parziale. Mazuryk pareggia subito, imitato da Lavillenie, mentre tutti gli altri sbagliano il primo tentativo, compreso Gibilisco, che non imbuca nemmeno l’asta, e ritorna indietro imprecando. L’azzurro però si riscatta subito, saltando alla seconda prova la misura, con un’azione elegantissima. Il siracusano è scuro in volto, gli si legge il disappunto per non aver realizzato il salto alla prima prova. A questo punto, infatti, è terzo in classifica, dietro Czerwinski e Mazuryk, e davanti all’unico che non avrà problemi alle quote superiori, ovvero Lavillenie. Passano, dopo il primo errore, Dossevi, Schulze e Michalski, e dopo due Mesnil. Come fin troppo facilmente pronosticato, Lavillenie vola subito oltre 5,80, con un salto dalla incredibile luce sopra l’asticella. Mesnil è fuori, ma Gibilisco alza ancora la posta, rischiando davvero tantissimo: passa infatti i 5,80, riservandosi i tre tentativi a 5,85. Mazuryk supera i 5,80 alla seconda, Schulze e Michalski sono eliminati. Restano in 4: Lavillenie (5,80), Mazuryk (5,80), Czerwinski (5,75) e Gibilisco (5,75), in classifica in quest’ordine. Lavillenie non ha problemi nemmeno a 5,85. Czerwinski, che aveva commesso due errori a 5,80, fallisce e chiude. Va in pedana l’azzurro, che sbaglia per tutti e tre i suoi tentativi (eccellente il primo, ma poi le energie sono venute meno) e chiude al quarto posto. Lavillenie è campione d’Europa con 5,85 (falliti i tre tentativi a 6,02), l’ucraino Mazuryk è argento con 5,80, il polacco Czerwinski è bronzo a 5,75. La stessa misura di Gibilisco.

5000 uomini – La doppietta di Mo Farah prende corpo a due giri e mezzo dal traguardo, quando la lunga sagoma dello spagnolo Bezabeh si stacca dal gruppetto di testa, guidato dal britannico. Il giro finale è un assolo di Farah, che chiude l’ultimo giro in poco più di 51 secondi, in 13:31.18. In precedenza, la gara era stata una sorta di eliminazione progressiva, con uomini persi dal gruppo di testa giro dopo giro. Gli azzurri Daniele Meucci e Stefano La Rosa si comportano benissimo, resistendo alle azioni dei battistrada; anzi, quando Farah parte per lo strappo decisivo, Daniele Meucci resiste nel primo gruppetto, alimentando le speranze di un clamoroso bis da podio. L’ultimo strattone lascia però per strada anche il pisano, ormai a secco di energie, quando si trova al quinto posto. Il ritorno di Sergey Lebid dalle retrovie retrocede l’azzurro di una piazza, comunque un eccellente sesto posto (13:40.17), a coronamento di un Europeo andato al di là di ogni più rosea previsione. Stefano La Rosa è decimo, in 13:46.58.

LE ALTRE GARE – Il peso è ancora territorio di caccia dei bielorussi. Andrei Mikhnevich conferma la regola beffando il campione olimpico, il polacco Majewski, di un solo centimetro, 21,01, contro 21,00. Bronzo al tedesco Bartels con 20,93. Marcin Lewandoski era uno dei più pronosticati nella finale degli 800 maschili, ma le due medaglie polacche erano davvero poco attese: invece oltre all’oro (1:47.07), arriva anche il bronzo, con Kszczot che centra il bronzo alle spalle del britannico Rimmer. La Francia continua a fare incetta di medaglie: l’oro dei 200 metri donne va a Myriam Soumarè, con un notevole 22.32 (+0.1), mentre l’ucraina Bryzhina e la russa Fedoriva finiscono nell’ordine, spartendosi il medesimo 22.44. La doppietta inglese arriva nei 400 metri ostacoli, con David Greene che fissa, con 48.12, il primato europeo 2010. Williams è argento con 48.96, mentre il bronzo va all’ucraino Melnikov. Il giavellotto è appassionante anche grazie al tedesco d’origine italiana Matthias De Zordo, che ha il merito di scuotere Thorkildsen e di costringerlo a fare 88,37 per l’oro; l’argento va al tedesco con 87,81, mentre il bronzo va al finlandese Pitkamaki, 86,67. I 100 ostacoli regalano oro e primato nazionale alla turca Nevin Yanit (12.61), di misura, due soli centesimi sull’irlandese O’Rourke e cinque sulla tedesca Nytra. Grande vittoria nell’eptathlon per Jessica Ennis, al primato europeo stagionale con 6823 punti, trascinando al personale l’ucraina Dobrynska, 6778, e la tedesca Oeser, 6683

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