11 dicembre, 2018

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SALCUS sui Sentieri della Memoria

SALCUS sui Sentieri della Memoria

Anche questa 13^ edizione de “I Percorsi della Memoria sui Luoghi del Vajont” è stata messa in archivio, tantissima gente come ogni anno, il tetto delle seimila iscrizioni prefissato era stato raggiunto da parecchi giorni (e sforato poi avvicinandosi più alle settemila, almeno dai numeri di pettorale visti sui percorsi) lasciando comunque a casa forse qualche altro migliaio di persone che non sono riuscite ad iscriversi in tempo utile e che hanno continuato ad informarsi fino all’ultimo minuto se ce n’era ancora la possibilità. Per capire il perché di tanto successo bisogna parteciparvi almeno una volta, magari in una splendida giornata di inizio autunno come quella trovata domenica, e salire su, sempre più su verso quella Diga ancora ferma là, maestosa nella sua integrità, triste monumento emblema di quella tragedia che cinquantacinque anni fa ha colpito questi luoghi (9 ottobre 1963) deviandone l’assetto e la storia.

Anche per noi, sebbene fosse la quinta volta negli ultimi sei anni che ci presentavamo sulla piazza di Longarone pochi minuti prima dell’orario previsto per le partenze, cioè le nove del mattino, il vedere ancora una volta tutte quelle persone, gran parte delle quali indossavano la maglietta personalizzata della manifestazione, ansiose di percorrere o ripercorrere quel tragitto tanto ambito, un certo effetto emotivo continua a crearlo, almeno fino a quando, partiti e passato qualche chilometro, la nostra attenzione viene presa tutta da quanto ci si presenta agli occhi, ed allora tutti a scattare ed a farci scattare foto per tenere poi vivo il ricordo e poter testimoniare quanto vissuto. Il tempo intanto passa veloce, pian piano si sale e si arriva ad immettersi sopra il Manufatto, sempre strettamente incolonnati fra le migliaia di magliette colorate, lo si attraversa guardando in basso da una parte e dall’altra e ci si rende conto dal diverso dislivello di quanto materiale fosse precipitato nel bacino formato dal torrente Vajont  per scagliarne il contenuto a tali altezze, e di questo ce se ne rende poi ancora più conto attraversando i ristrutturati centri di Casso ed Erto, dai quali l’invaso sembra talmente lontano da rendere difficilmente immaginabile ai nostri occhi di adesso quanto sia in realtà potuto accadere in quei tragici momenti ed allora diventa chiaro quanto importante sia che un evento come questo sia tenuto in piedi e rinnovato negli anni a venire.

Riuniti tutti a Casso i partecipanti al percorso medio e lungo, si prende la strada del ritorno scendendo verso l’arrivo per lo stretto e ripido sentiero sottobosco, poco apprezzato (se non addirittura temuto) da quanti poco abituati a fare i conti con i sentieri dove per scendere bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi per non scivolare sui sassi smossi o sulle radici che escono dal terreno, ma tutto passa in fretta e questo piccolo inconveniente viene presto dimenticato quando si oltrepassa il tabellone luminoso che segna il tempo impiegato per ogni percorso, giù sulla pista di atletica degli impianti sportivi, pista sulla quale si percorrono gli ultimi metri di questa emozionante manifestazione.

Macchina organizzativa imponente con gran numero di addetti a disposizione lungo i percorsi per la loro messa in sicurezza e per sovrintendere a i vari punti ristoro, messi in seria difficoltà questi ultimi per la mole continua di partecipanti che vi transitano senza soluzione di continuità, per non parlare del pasta party finale all’interno del PalaFiere di  Longarone, ottimamente organizzato e pronto ad accogliere le migliaia di persone che arrivavano senza creare particolari ingorghi e code. La giornata è così volata via ed è già ora della ripartenza, il pullman SALCUS è lì che ci aspetta per accoglierci coi suoi invitanti sedili dove pian piano adagiare  la nostra stanchezza e chiudere un attimo gli occhi ripercorrendo già con la mente i momenti che nella giornata più ci sono rimasti impressi, sicuramente carichi di soddisfazione ognuno per quanto intimamente vissuto.

Chi non ha partecipato alla trasferta di Longarone aveva come appuntamento della domenica la 20^ edizione della “CAMINADA DE L’ACQUA CALDA” a Caldiero (VR)”, manifestazione ludico motoria organizzata dal locale Gruppo Garden Story con partenze e arrivi presso le famose Terme di Giunone. Cospicuo come sempre il numero dei partecipanti che hanno preso il via sui percorsi da 6, 12 e 16 km, per gran parte disegnati nel territorio ricco di vigneti e Ville che circondano il centro termale. Molti anche i Gruppi presenti ed iscritti in classifica, settantacinque in totale con SALCUS piazzata alla posizione n° 47.

 

E domenica prossima siamo già al primo fine settimana di Ottobre che si presenta ancora ricco di proposte per i non competitivi, infatti già sabato 6 saremo presenti a Badia Polesine per partecipare alla 3^ edizione della “Run With Zhermack“, una ludico motoria da 5 e 12 km con partenze dalle ore 16,00 presso lo stabilimento omonimo: iscrizione € 7,00 (7,50 per i non tesserati FIASP) con T-Shirt personalizzata (fino ad esaurimento scorte) oppure € 2,00 solo servizi marcia (2,50 per i N.T.). Adesioni al Gruppo entro venerdì sera alle ore 18.00

Domenica 7 saremo poi a Casaleone (VR) per la 45^ “Caminada Ne La Val De Caselon” su percorsi piani di 5, 10 e 20 Km con partenze dalle ore 08,00 presso il Parco Unità d’ Italia: contributo organizzativo € 1,50 servizi oppure 3,00 con riconoscimento ed adesioni al gruppo entro mezzogiorno di sabato 6 ottobre.

 

Buone corse e camminate a tutti.

 

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