26 Gennaio, 2022

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Amarcord (il premio di partecipazione)

Amarcord (il premio di partecipazione)

La tipologia del premio di partecipazione è cambiata negli anni in modo radicale, quasi una svolta epocale.Sembrano lontani anni luce quei primi anni 70, quando in molte gare il premio di partecipazione consiteva in un diploma,detto anche attestato di partecipazione che si compilava scrivendo il proprio nome e cognome.Conservo ancora qualcuno di quei pezzi di carta più o meno decorati e devo ammettere che ho anche provato una certa emozione quando poco tempo fa mi è capitato tra le mani quello della seconda edizione della camminata Copparese (ora siamo alla 34^ ogiù di li). Poi sono arrivate le medagie ; di tutti i tipi, rotonde, quadrate, a portachiavi,, con simboli di partito,buffe, con tema sociale, belle e brutte.C’erano le serie come ad esempio alla tre monti ogni anno una medaglia simile ma sempre diversa oppure, alla valli e pinete ogni edizione aveva come effige un monumento diverso della città. Prima delle coppe erano anche usate come premio di categoria,ricordo ad esempio la prima edizione del trofeo degli otto comuni  anno 74-75(che solo per quella edizione si chiamava trofeo dei quattro comuni) dove ai primi dieci di categoria fu assegnata la medaglia che ancora conservo,oppure la Casaglia S.Luca a Bologna, una importante gara dove ai ptimi 100 arrivati (enon era certo facile arrivarci)veniva dato un medaglione in peltro raffigurante un monumento della città. Molte erano davvero belle ma avevano anche loro il difetto di accumularsi velocemente e con gli anni si accumulavano un numero non indifferente di “doppie” e arrivarono infine le medaglie d’argento (800, non l’argento puro) date spesso come premio di partecipazione, nelle dimensioni maggiori e nei modelli più raffinati completi di scatolina fungevano spesso da ambito premio di categoria, e per chi a avuto l’accortezza e il buon gusto nella scelta delle migliori, ora fanno la loro figura appese in bacheca nel tinello di casa. Il premio di partecipazione per diversi anni è stato il punto di forza su cui fare leva per attirare più podisti possibile, e negli anni “poveri” del podismo, quando non esistevano sponsor(quasi non esistevano neppure i depliant), quando chi arrivava a premio era una piccolissima percentuale rispetto alla enorme massa di partecipantisi sviluppò un nuovo tipo di premio di partecipazione, il trofeino. era spesso un bell’oggettino che raffigurava un podista,  o un vaso a volte somigliava ad una coppa in miniatura, ma non era raro trovare l’oggetto barocco che nell’ottica odierna sarebbe pacchiano o di dubbio gusto, credo che di questi oggetti che erano soprattutto caratteristica delle province venete di Padova e Venezia non sia rimasto granchè.Ed eccoci ai tempi nostri, difficilmente tra vent’anni vedremo in bacheca i premi vinti in questi anni ma non avremo problemi di accumulo ,questo è il vantaggio dei premi in natura e se non utilizzati si possono sempre “sbolognare ” ad amici e parenti.

Daniele Trevisi

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1 Comment

  1. nicola avigni

    E’ da poco più di 1 anno che corro e che ho cominciato a conoscere il mondo del podismo, ma devo dire che questo mondo ha delle somiglianze storiche impressionanti con il pattinaggio corsa, che ho praticato fin da bambino e che poi ho smesso a 19 anni. La sequenza dei premi è esattamente la stessa del pattinaggio; anch’io a casa ho una bacheca intera di coppe, targhe, medaglie di tutti i tipi, medaglie d’argento, diplomi, portachiavi, quadri, quadretti, piastrelle commemorative.
    Anche il mondo del pattinaggio era molto più frequentato 30 anni fa di adesso, e nei vostri post ritrovo quella passione genuina per lo sport che ho vissuto da bambino, una passione sobria, senza eccessi, magari un po’ folkloristica a volte ma sana; le gare erano come ritrovarsi in una grande famiglia. Dopo 30 anni ci ritroviamo con molte più persone che frequentano palestre, che fanno fitness, nuoto, e diecimila sport tra i più disparati, ma sempre di meno (e soprattutto bambini) che fanno sport a livello agonistico amatoriale perchè nessuno ha voglia di soffrire un po’, di andare in giro i fine settimana, e anche di stare insieme in gruppo (!!); e dall’altra parte c’è uno sport eccessivo, malato, legato ai soldi, alle scommesse. E’ come se fosse cambiato il mondo.
    Ed è per questo che vi ringrazio perchè per me il podismo è stato come tornare indietro nel tempo, in un’epoca felice.

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