17 Novembre, 2019

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Eurocross, Uguagliati agli azzurri: "Bravi"

Eurocross, Uguagliati agli azzurri: "Bravi"

C’è soddisfazione nelle parole di Francesco Uguagliati. Il Direttore tecnico delle squadre nazionali giudica uguagliati_dublinopositivamente la spedizione azzurra ai Campionati Europei di cross andati in scena domenica scorsa al Santry Park di Dublino. “La medaglia degli uomini è certamente il dato più significativo – spiega – anche per la giovanissima età media della formazione schierata. Quattro componenti di quella squadra, e mi riferisco a Lalli, Meucci, La Rosa, Dematteis, sono alle prime esperienze nell’assoluto, e fanno davvero ben sperare per il futuro. Alla loro forza “verde” si è unita l’esperienza del capitano De Nard e dell’altro veterano Buttazzo: è stato un mix molto ben riuscito”. La scelta di schierare Lalli tra i senior si è rivelata vincente per la squadra, malgrado il molisano abbia incontrato qualche difficoltà sul percorso: “E’ innegabile che la sua presenza sia stata determinante: con un Lalli nemmeno al meglio, siamo tornati sul podio dopo 5 anni (non accadeva da Herngsodrf 2004, ndr). E a posteriori, considerata la difficoltà della gara under 23, probabilmente una delle migliori di tutta la manifestazione sul piano tecnico, credo sia stato davvero meglio così”.

 

Numero uno degli azzurri è stato Daniele Meucci, sulla cui condizione, in principio, si erano avanzati dei dubbi: “Ma Meucci ormai è un atleta che può contare su una base solida. Nel 2009 è stato capace di migliorarsi in pista, riuscendo a stabilire i personali su tutte le distanze, a correre dignitosamente i Mondiali di Berlino, ad esprimersi al meglio anche nella mezza maratona, e infine a piazzarsi nei primi dieci negli Europei di cross: è una sicurezza, ed è innegabile che su di lui si punti anche in chiave 2010, anno in cui l’appuntamento centrale sarà l’Europeo di Barcellona”.

Le donne, prive di una pedina fondamentale come Silvia Weissteiner, si sono difese, finendo quinte, con la Romagnolo a sfiorare l’ingresso nelle prime dieci. “Le ragazze hanno fatto tutte la propria parte, non credo si potesse chiedere loro di più. Non si può regalare alle avversarie un’atleta come la Weissteiner, una delle migliori mezzofondiste europee, e pensare di farla franca. La Romagnolo ha fatto molto bene, restando sempre nel cuore della prova, e va sottolineato anche il diciannovesimo posto di Federica Dal Ri, una garanzia per il nostro cross. Se abbiamo problemi, direi che non provengono dal settore assoluto”. Già, perché note meno piacevoli sono arrivate dalle due formazioni Under 23, protagoniste di prestazioni abbastanza incolori: “Valentina Costanza ha fatto bene (ventiquattresimo posto per lei, ndr), e sostanzialmente anche Alessandro Turroni (34esimo), ma è chiaro che possiamo, anzi, dobbiamo, aspirare a qualcosa di meglio. Qualche atleta non era in buone condizioni di salute; altri, o altre, non al meglio della preparazione. In ogni caso, mi pare che non ci si possa fermare, nell’analisi dei fatti, alle sole ragioni contingenti, il problema in questa fascia d’età è più profondo”.

Le junior, invece, hanno sfiorato il colpaccio, con l’esordiente Federica Bevilacqua che ha mancato per un’inezia una medaglia che sarebbe stata di valore storico, la prima individuale al femminile per l’Italia nella manifestazione. “La ragazza ha aggredito la corsa nel modo giusto – sottolinea Uguagliati – senza timidezze o remore di natura psicologica, così come si dovrebbe fare sempre. Sono soddisfatto anche del risultato di squadra, un quinto posto che è il top per noi in questa categoria. La situazione nel gruppo, anche in considerazione del valore di altre atlete rimaste a casa perché attualmente non al meglio (vedi il caso della Roffino, ndr), mi sembra indurre di più all’ottimismo”. Principio che non può essere applicato ai pari età maschi, ottavi nel computo di classifica a squadre, e con il solo Francois Marzetta tra i primi 30 (ventiquattresimo, e peraltro il più giovane del gruppo). “In realtà sugli Junior nutro preoccupazioni minori: alcuni di loro erano alla prima esperienza internazionale, o comunque contro avversari di valore chiaramente superiore. Credo che esistano i margini per poter crescere in futuro. A patto, ovviamente, di lavorare sodo”.

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