18 Gennaio, 2021

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Sei ore e Maratona di Curinga, un successo annunciato!

Sei ore e Maratona di Curinga, un successo annunciato!

“Il profumo di casa era molto intenso, una bimba con il volto simile a quello di mia madre in una foto d’altri tempi, in bianco e nero, mi faceva zampillare il cuore di tenerezza. Era il segno che dentro di me erano ancora vivi dei sentimenti”, e ancora “…Il calore che trasmette Curinga è unico, è il calore del sud che apprezzo e mi affascina di più…”. E’ racchiuso forse tutto in queste frasi di Antonello Martucci tratte da “Graffiti di Ultramaratona” il segreto del successo della Sei ore e Maratona di Curinga, manifestazione giunta alla sua terza edizione, sapientemente organizzata dal “regista” Giovan Battista Malacari, figlio di questo lembo di terra calabra, direttore didattico a Roma, podista ultramaratoneta della ASD Villa de Sanctis Roma, coorganizzatrice

 dell’evento insieme al comitato locale costituitosi proprio per organizzare al meglio l’evento.

La Manifestazione

La due giorni curinghese comincia al venerdi con i primi ed importanti arrivi che rispondono al nome di Andrea Accorsi, la sua compagna Monica Barchetti, Antonello Martucci, piemontese dalle forti radici del sud, come lui stesso ha avuto modo di affermare durante la presentazione della sua opera prima “Graffiti di Ultramaratona” avvenuta la sera del venerdi 30 luglio presso l’Anfiteatro Serra di Ciancio, alla presenza di alcuni esponenti di rilievo, figli di questa laboriosa terra, tra i quali, giusto per nominarne qualcuno, il moderatore della serata, il giornalista Cesare Cesareo, Monsignor Guido Mazzotta, Rettore dell’Università Pontificia Urbaniana di Roma, Pino Gullo, Alberto Piro della locale Pro-loco.La presentazione del libro di Martucci e dell’ultima fatica di Andrea Accorsi (Fino all’ultimo fiato), i loro racconti, le loro esperienze cosi profonde di uomini misti a quelle di ultramaratoneti e sportivi hanno riscosso uno strepitoso successo di pubblico fuori dall’immaginario. Man mano che passavano i minuti l’anfiteatro si riempiva: i tempi, le modalità, i racconti emozionanti dei due autori pieni di umanità e ricchezza non hanno eguali e alla fine il pubblico silenzioso per tutto il tempo si è riversato in massa ad acquistare i libri dei due autori. Parte del ricavato delle vendite va all’Associazione per la cura della SLA. Una serata unica sotto un cielo coperto di stelle!

La maratona

Al sabato, man mano che giungevano tutti i concorrenti per prendere parte alla manifestazione, chi solo per poter dire: io c’ero!  chi, e non erano proprio pochi, alla loro prima esperienza in una ultramaratona, oppure  perché qui è impossibile mancare dopo aver partecipato ad almeno una delle precedenti manifestazioni, veniva servito il pasta party, il piccolo centro maratona veniva preso d’assalto, anche dai più piccoli che impazienti aspettavano l’inizio della kermesse che li ha visti protagonisti nelle gare a loro riservate. Poco prima delle ore 18.00 la banda musicale del paese e un’esibizione delle majorettes hanno rallegrato e animato la piazza invasa dai maratoneti e ultra di tutta Italia oltre che dal solito numeroso pubblico di casa che ha come di consueto incitato gli atleti dall’inizio alla fine. Dopo tre ore e 15’ termina la fatica della sua prima maratona Andrea Lancellotti del Team Basile di Cetraro, idem dicasi per la prima donna, Antonietta Iocola, pugliese della Podistica Capitanata di Foggia che chiude dopo 3h43’48’’, praticamente terza assoluta. Alle spalle dei vincitori chiudono rispettivamente al secondo e terzo posto Stefano De Stefani, Antonio Galati e per le donne la molisana Giovanna Zappitelli già vincitrice delle passate edizioni e Anna M.Elisabetta Brunetti, Avis Mola.

La Sei ore

Ma è la sei ore l’avvenimento più importante e il pubblico lo sa bene, tanto che verso le 21, mentre i concorrenti sfilano macinando chilometri e inanellando giri su giri, la piazza per un pò si svuota, la gente va a cena per poi ritornare al proprio posto, in piazza e lungo il percorso ed assistere con enfasi e calore sempre crescente alle ultime ore di questa manifestazione senza eguali, in una terra dove il tempo sembra essersi dilatato, dove il cielo è solo un bellissimo mantello tappezzato di stelle, dove la gente  è capace di darti “…quel calore umano che non c’è camino che possa dare, slanci di amicizia e stima che valgono la scoperta del più bello dei tesori..e tutto ciò mi fa dire: CHE BELLA è LA VITA!”

(Antonello Martucci in Graffiti di Ultramaratona)

Lo sanno bene i concorrenti che qui vi hanno già partecipato, lo sa bene lo spagnolo Gonzalo Del Moral Arroyo, genero del supermaratoneta e giullare di ogni corte che si rispetti, Francesco Capecci, già vincitore lo scorso anno nella maratona e quest’anno si è accontentato del terzo ottimo posto nella sei ore; ma lo sa bene il “Monsignore, il Vescovo” al secolo Pietro Alberto Fusari, di Macerata, supermaratoneta conosciutissimo in tutta Italia per il suo modo di vestirsi “all’antica” con la sua maglietta della salute, i calzoni rigorosamente bianchi e a metà gamba e il berretto in testa, corredato da una borsina della nonna che porta pazientemente fra le mani per tutte le sei ore. E’ lui il nonno di Curinga! E’ lui il nonno buono applaudito continuamente ad ogni passaggio e accompagnato letteralmente dai “suoi bambini”. Lo aspettavano al varco..ad ogni giro quando lo vedevano spuntare all’ultima curva prima della piazza principale i bambini vocianti e festosi con i loro palloncini gli andavano incontro e lo accompagnavano per tutto il corso principale: è stato cosi per tutte le ultime ore e a niente valevano i dolci rimproveri di alcuni genitori e coorganizzatori, loro i bambini non hanno mai abbandonato il loro “nonno-monsignore”

I vincitori

Se nonno Pietro Fusari è stato il vincitore morale di questa kermesse, i veri vincitori, ovvero il primo e la prima della sei ore hanno fatto registrare i nuovi record della manifestazione: in campo maschile Massimiliano Falleri, del Marathon club Città di Castello, reduce dalla 100km Rimini estreme, chiudeva vittorioso con chilometri percorsi 76,100m. In campo femminile Luisa Zecchino, nazionale di ultramaratona chiudeva prima con il nuovo record femminile di km 63,570m. Alle loro spalle rispettivamente Massimo Termite con km74,803m e Marco Zullo, vincitore della sei ore di Banzi, con 74,108. Quarto posto per lo spagnolo di Sevilla, Gonzalo De Arroyo, con km71,665m. Andrea Accorsi e Antonello Martucci, i due scrittori chiudevano rispettivamente al sesto e settimo posto.Fra le donne dietro la Zecchino l’ottima Manuela Sabbatini, della ColleMarathon con km58,783m a seguire Vita Passalacqua, Angela Gargano, reduce dalla Sei giorni ove, si ricorda, ha conseguito la miglior prestazione femminile italiana con 562,330 km percorsi e la senese Laura Failli, alla sua prima esperienza in un’ultramaratona.

Explicit-l’epilogo

“La fine è il mio inizio” è il titolo del libro postumo di Tiziano Terzani. Al termine della manifestazione, le premiazioni ricche e abbondanti, alla presenza del Segreteraio IUTA Ultramaratona Italia, Stefano Scevaroli, del sindaco del Comune di Curinga, Domenico Pallaria, e alle quali hanno partecipato gli stessi bambini e buona  parte del pubblico che aveva incitato gli atleti dall’inizio alla fine. “Una festa popolare tra allegria, giochi, luci, suoni ma anche tanta fatica tanta voglia di esserci e di sentirsi parte di un mondo nel quale si incontrano sempre tanti amici, tanti personaggi che anno dopo anno qui, in questo lembo di terra calabra, diventano dei miti!”(Cesare C.)Un ringraziamento agli atleti che hanno onorato la manifestazione con la loro presenza, all’Avis, alle altre associazioni, agli sponsor locali, all’amministrazione e soprattutto al popolo di Curinga che si è prodigato al meglio per accogliere gli atleti; Giovan Battista Malacari, il gruppo sportivo Villa De Sanctis di Roma, il comitato locale della manifestazione dà appuntamento alla prossima edizione, nel 2011. “Anche l’ultramaratona mi fa dire ogni volta Grazie!…l’eternità dell’attimo riporta ancora una volta verso un punto fermo, verso la vita, verso Dio”. (Antonello Martucci)

Denise Quintieri

Ufficio stampa Sei ore e Maratona di Curinga

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