25 Maggio, 2022

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Maratona, a Padova sarà sfida tra Africa e Italia

Maratona, a Padova sarà sfida tra Africa e Italia

Sarà ancora una volta una sfida tra Africa e Italia. Sarà una sfida, in particolare, tra il keniano Ben Chebet, che torna a Padova dopo aver vinto l’edizione del 2009 realizzando il record della corsa, primo uomo a scendere sotto il muro delle 2 ore e 10 in Prato della Valle (2 ore 09’42”) e l’azzurro Denis Curzi, già vincitore di due edizioni della Treviso Marathon ma al debutto su queste strade.
In campo femminile, invece, torna un’amica della competizione padovana come la comasca Ivana Iozzia, che cerca il bis del successo conseguito nel 2005, ma che dovrà guardarsi dalla presenza della keniana Florence Chepsoi (2 ore 32’18″ di personale, realizzato l’anno scorso a Praga) e dell’etiope Tiruwork Mekonnen Lemma (2 ore 31’17”, alla maratona di Roma 2010). Sono loro i protagonisti della dodicesima edizione della rinnovata Maratona S.Antonio, in programma domenica 17 aprile con partenza da Campodarsego.
A pochi giorni dalla gara si definisce dunque il cast della gara. «Un cast – come spiega Giampaolo Urlando, responsabile tecnico dell’evento – in grado di garantire due gare combattute, sia tra gli uomini che tra le donne. In entrambi i settori, se le condizioni climatiche ci aiuteranno, possiamo

 puntare al record della manifestazione».
E proprio il meteo sembra essere un importante alleato della corsa su strada padovana: per domenica 17 aprile al momento è prevista una temperatura massima di 14 gradi e una minima di 8, con cielo parzialmente coperto. Le condizioni ideali per realizzare una grande prestazione cronometrica.
Proverà ad approfittarne Chebet, che in carriera vanta affermazioni anche alle maratone di Carpi 2008 e Firenze 2009 ma pure a Innsbruck 2005, Trieste 2006 e Salonicco 2008. Curzi, che ha difeso i colori azzurri anche ai recenti campionati europei di Barcellona, proverà a contrastarlo, ma dovrà fare i conti anche con l’etiope Aredo Tadese, che nel 2010 si è imposto a sorpresa nella Firenze Marathon, che affrontava da esordiente, e ora cerca la definitiva consacrazione internazionale. Altro nome su cui si può scommettere: quello di Peter Some Kimeli, che l’anno scorso, all’esordio in una gara non organizzata in Kenia, si è subito imposto nella mezza maratona Roma-Ostia. Una storia particolare è poi quella del brasiliano Solonei Rocha che ha 29 anni ma ha cominciato a dedicarsi seriamente all’atletica solo dal 2009, dopo aver iniziato a lavorare come spazzino nel suo paese. L’anno successivo ha subito potuto inserire nel suo curriculum la vittoria alla maratona di Porto Alegre.
Tra le donne, il primato della corsa da provare a battere appartiene alla keniana Rael Kiyara, con 2 ore 30’ 19”, firmato proprio nella scorsa edizione. Tra le atlete al via, oltre ai nomi già citati, vanno spesi quelli della brasiliana  Michele Das Chagas, prima  a Porto Alegre nel 2010, e della nazionale ucraina Olena Biloshchuk, sul gradino più alto del podio alla maratona di Utrecht della passata stagione. La più attesa, come detto, è però Ivana Iozzia che nel 2005, imponendosi su queste strade, conquistò anche il titolo italiano. Per lei, che quando ha iniziato a correre lavorava come operaia in un’industria tessile, è stata la consacrazione dopo aver frequentato per anni i circuiti amatoriali. Ora potrebbe essere la seconda atleta a vincere due edizioni della gara padovana dopo Marcella Mancini, che ha tagliato il traguardo per prima in tre occasioni. (a cura dell’ufficio stampa di Assindustria Sport Padova).

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