30 Giugno, 2022

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Amarcord ( la o gli ottocomuni)

Amarcord ( la o gli ottocomuni)

Domenica a Migliaro e’ terminata la 34^ edizione del trofeo 8 comuni

ed io con un po di tristezza e nostalgia faccio un po confronti col passato.

 

E’ si mi rendo conto di essere “vecchio ” visto che gia’ alla prima edizione nel 1975 già c’ero e in un modo o nell’altro le ho fatte tutte , mi sento un po la(non la sola) memoria storica di questo trofeo di gare. La prima edizione per la verità si chiamava trofeo dei 4 comuni , credo fossero : Migliarino, Copparo , Formignana ,Mesola o codigoro, ma ormai la momeria comincia a difettare e non sono tanto sicuro, si iniziò nel 1975 e si finì l’anno dopo. Già perchè le tappe non erano solamente 5 ma 8 e sono state anche 10, Si e’ corso in paesi dove oggi non si corre più come . Tresigallo, Formignana, Ariano Ferrarese, Mezzogoro, Iolanda di Savoia , si è corso perfino a Torbiera.Nei primi anni,era la seconda metà degli anni 70 in pieno boom podistico era talmente grande il numero di praticanti questo sport che oltre al trofeo città di Ferrara che esisteva già da qualche anno, i gruppi podistici sorti nel basso ferrarese si organizzarono e idearono il trofeo dei 4 comuni. Si svolgeva nello stesso periodo del città di Ferrara ma in base al paese o città di provenienza del gruppo di appartenenza si poteva partecipare all’uno o all’altro trofeo. Ho un po di nostalgia di quel passato, eravamo davvero in tanti e un po più sprovveduti e semplici e forse era questo insieme alla novità che ci rendeva forse (a mio avviso più allegri)lo specchio di una società che ora, nel bene è nel male si è naturalmente evoluta. Rimpiango quei tempi per l’assenza dei cronometri e satellitari che ci facevano sentire più “Umani” e ci imponeva di imparare a valutare tempi e distanze. Ricordo la maestosità delle premiazioni svolte nei locali più in di allora(sky lab, caprice) più di un mese dopo il termine dell’ultima gara,era la festa del podismo sentita e attesa come una cosa grande, la sala si riempiva di podisti ,amici e parenti  si ballava e ad intervalli si facevano le varie premiazioni.Le categorie erano tante come oggi ma si premiavano con appariscenti coppe i primi 10 di ogni categoria. Ricordo con gli occhi di ragazzino il palco tapezzato di quei luccicanti oggetti di desiderio che noi ammiravamo con emozione, a cui abbiamo a lungo ambito, ormai a portata di mano ci rendevano insopportabile l’attesa della consegna.Il fatto che in molti volessero organizzare una tappa nel proprio paese faceva si che ogni anno si corresse sempre in paesi per lo più diversi con percorsi diversi cosa che rendeva varie e stimolanti le edizioni, poi il continuo e drastico calo dei podisti, e la “scarsità vocazionale ”  delle società  ha fatto si che tutto diventi come ora ; con due trofei corsi in date diverse, gioco forza quasi le fotocopie degli anni precedenti, dove è difficile ormai trovare i gruppi podistici che si incaricano di organizzare le varie tappe.

Daniele Trevisi

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2 Comments

  1. valerio atl.delta

    anch’io ho queste tracce nella mia memoria podistica , ho iniziato nel1983.
    ricordo recente pero’ è anche per quel che riguarda l’otto comuni da parte l’Atl.Delta Ferrarese ha fatto la gara a Pontelangorino – Mesola, – Bosco Mesola ,percorso inedito , ed ultimo Bosco della Ribaldesa fra Mesola e Bosco Mesola , percorso ancor di più inedito .e durante l’anno solare gara inedite tipo – Lagosanto – LIdo Estensi -Abbzzia di Pomposa di Codigoro – Goro – Bosco Mesola . Vaccolino.
    è bene parlarene di tutti questi aspetti .La strada noi cerchiamo di mantenerla tracciata
    ciao Valerio Atl. Delta

  2. saverio fattori

    Siamo in tanti a piangerci addosso, a non capire perchè mancano tante generazioni all’appello che non hanno preso il testimone dei vecchi cagnacci. A un certo punto, (verso la fine del secolo scorso…) qualcosa si è inceppato del ricambio, dopo l’acme raggiunto più o meno nel 1996, quando Baldini Stefano vinceva i societari di cross in Emilia e il 50esimi era uno che andava forte. Molto forte. Non so perchè ma improvvisamente le batterie del Fidal Estate bolognese sono diventate meno spietate, mi ritrovavo in prima serie con dei tempi che ti avrebbero fatto naufragare nel gruppo fino a pochi anni prima.

    Ma questi sono sterili malinconiche constatazioni. Io bazzico soprattutto tra Bologna, Ferrara e le romagna e Ferrara è la provincia che in questi anni ha sofferto di più la crisi, nel senso che al di là dei ragionamenti sulla qualità del rapporto prestazione cronometrica/piazzamento, si sono persi i “tapasconi” che non scendono più dalla Mura. Bologna sta riprendendo, a Castenaso 580 competitivi (non ci sono più i Chini che poi facevano 14.05 nei 5000, vabbè… pazienza), in romagna ci sono gare trafficatissime, non saprei indicare colpe o rimedi, non so davvero di preciso che cosa è successo alla capitale del podismo.

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