06 Maggio, 2021

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FABBISOGNO ENERGETICO E  REGOLAZIONE DEL PESO CORPOREO

FABBISOGNO ENERGETICO E REGOLAZIONE DEL PESO CORPOREO

Rispetto al sedentario, considerando che l’atleta necessita di fabbisogni alimentari diversi soprattutto in termini quantitativi, nel calcolo energetico giornaliero, oltre alla qualità, bisogna considerare il dispendio calorico ulteriore che comporta l’attività sportiva.

Nell’arco della giornata (24 ore), il fabbisogno energetico dello sportivo viene calcolato tenendo presenti (calorie consumate):

– attività normalmente svolta, come il lavarsi, vestirsi, camminare, guidare, leggere, vedere la televisione, il riposo pomeridiano e notturno, ecc.;

– tipo di allenamento svolto, quindi entità e durata dello sforzo fisico;

– termogenesi indotta dalla dieta, detta anche azione dinamico specifica degli alimenti, che è il consumo calorico derivante dalla digestione ed assimilazione del cibo. In media richiede circa il 10% delle calorie ingerite. In particolare le proteine richiedono il 10-35% del totale, mentre i glicidi il 5-10% e i grassi il 2-5%;

– metabolismo basale, che rappresenta il dispendio energetico derivante dallo svolgimento dei processi vitali dell’organismo (respirazione, attività dell’apparato cardiocircolatorio, digestione, escrezione, mantenimento della temperatura corporea a 37° circa, accrescimento e riparazione dei tessuti cellulari, ecc.).

Il metabolismo basale varia in funzione dell’età, sesso, razza, clima, tipo di attività svolta, ecc.

Il freddo esalta il consumo calorico di base in quanto l’organismo sostiene uno sforzo ulteriore a mantenere costante la temperatura corporea.

Gli stati di ansia possono aumentarlo fino al 50%.

Dopo i 30 anni subisce un decremento costante che giunge fino al 30% oltre i 70 anni. Questo fatto costituisce una delle cause dell’aumento di peso per chi, avanzando negli anni, mantiene inalterate certe abitudini alimentari.

Durante il sonno si abbassa del 7% circa.

Si può effettuare un semplice e approssimativo calcolo del metabolismo basale nelle 24 ore considerando che l’organismo, in stato di riposo, consuma circa 1 Caloria per kg. di peso corporeo (0,9 per le donne) ogni ora.

LA DIMINUZIONE DEL PESO CORPOREO

La difficoltà che incontra un atleta nel diminuire il peso corporeo è essenzialmente legata alla parallela perdita di efficienza fisica, specialmente nelle discipline a forte impegno muscolare. Infatti oltre ai grassi vengono persi sali minerali e proteine muscolari.

In teoria per perdere 100 grammi di grasso sottocutaneo (formato dal 90% di grassi e 10% di acqua) occorre consumare circa 800-900 Calorie.

In una dieta ipocalorica per dimagrire, i primi giorni si perdono essenzialmente liquidi (il minor apporto glicidico porta ad eliminazione di acqua in quanto esiste un rapporto cellulare di 2,8:1 di equilibrio tra glicidi ed acqua corporea). In seguito viene intaccato il grasso sottocutaneo, ma si instaura anche il meccanismo difensivo detto di “risparmio”, che comporta un consumo calorico nettamente inferiore (fino al 20%) per sostenere il metabolismo basale. Inoltre un minor consumo calorico a parità di lavoro svolto ed una maggiore assimilazione del cibo ingerito.

Un dimagrimento che mantiene pressoché inalterata l’ottimale efficienza organica e muscolare non dovrebbe andare oltre un consumo di grasso sottocutaneo superiore ai 2-2,5 kg ogni 15 giorni. Più precisamente l’1% del peso reale a settimana. In una dieta in equilibrio tra calorie ingerite e calorie consumate, per perdere 1 kg. di grasso a settimana si dovrebbe ridurre l’apporto giornaliero di circa 1150 Calorie.

Inoltre i principi alimentari devono essere sempre presenti tutti ed in maniera equilibrata in quanto:

– i grassi veicolano le vitamine liposolubili;

– i glicidi tamponano lo stato di chetosi conseguente al consumo di grasso sottocutaneo;

– le proteine sono indispensabili per la loro azione plastica.

Se sopravvengono sintomi di nervosismo, insonnia, facile stanchezza fisica e psichica, significa che la dieta per il calo peso non è applicata correttamente.

Uno dei mezzi più semplici utilizzati per diminuire il peso corporeo è la corsa di durata. Per essere efficace deve protrarsi oltre i 20-30 minuti in quanto solo dopo questo limite inizia la mobilizzazione dei grassi che segue l’utilizzo iniziale dei glicidi.

Un calcolo molto semplice per calcolare il dispendio calorico nella corsa è quello di considerare che un atleta allenato spende circa 0,9 Calorie per kg di peso corporeo per ogni Km percorso, indipendentemente dal ritmo utilizzato.

Un buon programma per dimagrire deve tenere conto delle calorie ingerite e di quelle consumate nelle 24 ore. Ovviamente anche della qualità degli alimenti ingeriti.

Pertanto bisogna considerare:

– numero di calorie ingerite (vedi tabella relativa);

– numero di calorie consumate attraverso:

– attività comunemente svolta (vedi tabella relativa);

– attività sportiva svolta (vedi tabella relativa);

– termogenesi indotta dalla dieta, quindi togliere dal totale delle calorie ingerite il 10% circa che viene utilizzato dalla esaltazione metabolica cellulare del processo digestivo;

– metabolismo basale nelle 24 ore, calcolato con la formula esposta precedentemente, considerando che il sonno lo abbassa del 7% circa (nelle tabelle esposte sulle attività comuni e quelle sportive svolte, è già compreso).

In maniera molto più semplice si può pesare l’atleta giornalmente e verificarne le oscillazioni di peso nell’arco di circa 10-15 giorni e regolarsi di conseguenza.

Va anche tenuto presente come la dieta per dimagrire comporti un consistente consumo di grasso sottocutaneo. Questo mette in circolo i corpi chetonici (acidi derivati dall’acido acetoacetico) che aumentano l’acidità del sangue (che si somma a quella procurata dall’allenamento).

Un errore grave che spesso viene fatto dagli atleti è quello di trascurare la presenza dei glicidi nella dieta. I glicidi sono i primari fornitori di energia e, nel caso specifico del calo peso, attenuano la tendenza del sangue verso l’acidità tamponando l’azione dei corpi chetonici.

Costo energetico in alcune attività comuni

(Cal. per kg. di peso corporeo e per ora di attività)

Tipo di attività

Calorie

(per kg p.c./h)

Dormire

Necessità personali (lavarsi, ecc.)

Stare seduti

Stare in piedi

Camminare a 4 km/h

Camminare a 6 km/h

Guidare l’automobile

Andare in bicicletta a 15 km/h

Andare in bicicletta a 22 km/h

0,93

3,00

1,43

1,50

2,86

4,28

1,90

5,46

9,25

Costo energetico di alcune attività ricreative e sportive

Tipo di attività

Cal/min

(*)

Tipo di attività

Cal/min

(*)

Alpinismo

Ballo calmo:

Ballo dinamico

Baseball

Canottaggio ricreativo

Canottaggio competiz.

Calcio

Canoa ricreativa

Canoa competizione

Cavalcare al passo

Cavalcare al trotto

Ciclismo ricreativo

Ciclismo competizione

Corsa ricreativa

Corsa maratona

Ginnastica

Golf

9,8

4,3

11,3

4,6

9,1

25,5

11,7

8,5

25,5

3,3

8,5

5,9

26,0

10,4

20,0

5,9

5,2

Nuoto ricreativo

Nuoto competizione

Pallacanestro

Pallamano

Pallavolo

Pattinaggio ricreativo

Pattinaggio velocità

Pesca

Sci discesa ricreativo

Sci discesa competizione

Sci fondo ricreativo

Sci fondo competizione

Scherma

Sollevamento pesi

Tennis singolo

Tennis doppio

Tennistavolo

Tiro con l’arco

9,1

25,0

14,3

13,7

8,5

5,2

28,6

3,9

12,0

21,5

12,0

21,5

9,8

127,0

11,1

9,1

5,2

4,6

(*) Riferito ad un minuto effettivo di attività fisica senza pause.

Alcuni espedienti normalmente utilizzati per dimagrire, inteso come consumo di grasso sottocutaneo, oltre all’inefficacia possono comportare danni per la salute:

– i diuretici e la sauna fanno solo perdere momentaneamente acqua e sali minerali come il sodio, potassio e cloro. Questo può comportare disfunzioni cellulari, nervosismo, crampi muscolari e perdita di efficienza fisica. I diuretici fanno anche parte delle sostanze vietate inserite nella lista del doping;

– i massaggi possono solo aiutare nel recupero dalla fatica muscolare ma non intaccano minimamente le riserve di grasso sottocutaneo (l’unico che consuma calorie e può dimagrire è il massaggiatore!);

– le tute sintetiche non fanno evaporare il sudore e quindi danno solo l’impressione di una maggiore sudorazione. Se messe a contatto della pelle possono causare irritazioni alla cute e alterazione nella traspirazione tra pelle e ambiente (termoregolazione corporea).

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